Parco Nazionale del Vatnajokull: Skaftafell e Jokulsarlon. Il nostro sesto giorno in Islanda.






E' giunto il momento di riprendere il racconto del mio viaggio in Islanda.
Vi avevo lasciati al canyon Fjadrargljufur, lo trovate QUI.

Veniamo via in fretta dal cottage del camping Svinafell e ci dirigiamo al centro visitatori di Skaftafell, dove partirà la nostra escursione con i ramponi sulla lingua del ghiacciaio, chiamata Svinafell.
Mentre aspettiamo, facciamo colazione sulle panchine del centro, baciati dal sole che ci avrebbe accompagnati per tutta la giornata.
Da qui partono molte escursioni sul ghiacciaio, dalla più semplice di due ore che abbiamo fatto noi (essendo principianti assoluti) alla più complessa di due giorni per i più esperti.

Le compagnie che le organizzano sono Glacier Guides e Icelandic Mountain Guides.
Trovate tutte le informazioni nei rispettivi siti web, che vi riporto qui di seguito:
Glacier Guides
Icelandic Mountain Guides
Entrambe organizzano escursioni molto simili, potete consultare i siti e scegliere in base alle vostre preferenze di orario, prezzi, ecc... .


Noi abbiamo prenotato il tutto da casa e non c’è stato nessun problema.
Arrivato il momento, ci portano con un pulmino molto vicino allo Svinafell, indossiamo i ramponi (devo ancora capire bene come si legano, infatti ogni 3x2 ero li a tirare i lacci) e cominciamo la camminata sul ghiaccio. Inizialmente sembriamo tutti dei pachidermi :-D


  • Il movimento giusto è quello di affondare per bene le punte nel ghiaccio, quindi per essere sicuri si tende ad esagerare un po’ con la forza con cui ci si pianta nel ghiaccio.

Noi da bravi italiani un po’ caciaroni (ogni tanto ci sta dai, mica dobbiamo essere sempre spenti e silenziosi), ce la ridiamo di brutto e rimaniamo un po’ indietro. Una volta però presa confidenza con questi aggeggi ai piedi il tutto diventa naturale e seguiamo il gruppo.




Seguire un gruppo è una cosa che odio, e per questo non farò mai viaggi organizzati in vita mia, ma qui ahimè non si poteva fare altrimenti.
L’escursione si è rivelata estremamente semplice, un po’ demenziale a dire la verità.
Tutt’altro che demenziale il prezzo, circa 50 euro a testa per poco più di due ore.
Devo dire però che ho imparato un sacco di cose su come è formato il Vatnajokull e tutte le vicissitudini “vulcaniche” che hanno subito gli islandesi nella storia. Che terra!!









L'escursione finisce e finalmente ci togliamo questi cosi dai piedi, ringraziamo, salutiamo e ci mettiamo in macchina: direzione Jokulsarlon, la famosissima laguna degli iceberg!


I primi iceberg si intravedono dalla strada e woooowww!!!
Lo scenario è questo: terra marrone scuro, acqua glaciale di un blu molto intenso, il Vatnajokull e una miriade di iceberg azzurri/bianchi che galleggiano.
Mi ripeto: è incredibile!!!!





E’ un posto estremamente turistico purtroppo, il parcheggio è pieno zeppo di macchine; però va beh, è talmente bello che ci passiamo tutto il pomeriggio. Anche perché prenotiamo subito la gita con il gommone (non il mezzo anfibio) e c’è posto solo dopo quasi 4 ore!!
Non si può infatti prenotare prima, semplicemente bisogna arrivare sul posto e mettersi in lista segnando i proprio nomi. Noi siamo arrivati poco dopo le 14 e ci siamo prenotati per le 18.30 circa, la penultima uscita della giornata.
Mi raccomando, se volete fare la gita con il gommone, segnatevi subito appena arrivate a Jokulsarlon, altrimenti rischiate che sia tutto pieno e dovervi accontentare del mezzo anfibio.

Dico accontentare perchè come escursione è meno particolare. Innanzitutto, c'è molta più gente. Poi, essendo il mezzo più ingombrante, non può avvicinarsi più di tanto agli iceberg.
Con il gommone invece le persone sono soltanto 8 per volta e soprattutto, essendo piccolino, riesce ad avvicinarsi ad alcuni iceberg molto di più, quasi a toccarli.
Altamente consigliata!!

Facciamo passare il tempo passeggiando lungo tutta la laguna, andiamo alla spiaggia degli iceberg appena al di là del ponte e poi in macchina torniamo leggermente indietro, alla più piccola laguna di Fjallsarlon.
E’ meno famosa e più piccolina, ma qui il braccio del ghiacciaio è più vicino e si vede meglio la sua estensione. Le foto infatti sono davvero belle e particolari.












Facciamo un po’ gli scemi con alcuni iceberg a riva e ci rilassiamo seduti al sole che splende.
E’ arrivata l’ora di tornare a Jokulsarlon per la gita in gommone, ma prima facciamo una sosta alla spiaggia antistante il ponte perchè qui alcuni iceberg si fermano sul bagnasciuga.
E' molto bello il contrasto creato dal bianco/blu degli iceberg e il nero della spiaggia lavica.

Per la gita in gommone ci fanno indossare delle tute termiche a mo’ di sbarco sulla luna. Ci stiamo dentro infatti 3 volte almeno ma sono tutte foderate nel caso qualcuno finisca malauguratamente in acqua.
Facciamo un pò gli scemi con queste tutone mentre aspettiamo che preparino il gommone.

Si parte!!
Il gommone si aggira piano tra i primi iceberg, ma quando questi si diradano comincia ad accelerare e va molto veloce.
Il vento è micidiale, un proiettile che ti taglia la faccia...meno male che abbiamo le nostre tutone.

Dalla riva al ghiacciaio sono circa 6 km e noi arriviamo abbastanza vicino. Ci teniamo ovviamente ad una distanza minima di sicurezza. Qui la guida ci spiega un po’ di cose e noi non facciamo altro che guardarci intorno, ruotando la testa in tutti i modi possibili, perché vorresti riuscire a vederli tutti quegli iceberg, uno per uno…






Dopo poco si ritorna, ma questa volta va piano…passiamo vicinissimo agli iceberg più grandi, e la guida ci spiega il perché di tutte quelle sfumature di bianco/azzurro/trasparente. Il colore praticamente dipende dalla quantità di ossigeno presente. Quando diventa trasparente infatti, il ghiaccio non ha più ossigeno.
Proprio davanti a noi un iceberg comincia a rotolare su se stesso…e noi rimaniamo tutti a bocca aperta!! Poi ce ne fa notare uno grandissimo…forse il più grande della laguna in quel momento e ci spiega che quello si è staccato dal ghiacciaio proprio quella mattina.
Insomma, veramente bellissimo!!! A mio parere è mille volte meglio il gommone rispetto al mezzo anfibio. Costa un pochino di più ok, ma sul gommone sei in dieci e non in 50, arrivi vicinissimo agli iceberg, mentre l’anfibio si deve mantenere distante, per ovvie ragioni.


Infreddoliti ma soddisfatti ed emozionatissimi (me lo ricordo come uno dei momenti più belli) scendiamo dal gommone, ci togliamo le tute termiche e, dopo un ultimo sguardo su questa magica laguna con il sole che sta quasi tramontando, ci rimettiamo in macchina per raggiungere l’alloggio di questa sera.
Seguiamo quindi per Hofn e ci fermiamo a cena nel villaggio di Brunnholl, nell’omonimo ristorante/guesthouse. Il menù per i non ospiti della guesthouse offre solamente minestrone di verdura. Un po’ scettici accettiamo comunque, consci del fatto che non c’è altro nel raggio di non so quanti kilometri.
Alla fine non si rivela così male…qualcosa di caldo ci sta proprio bene e poi se ne può prendere giù più volte.
Usciamo dal ristorante e ci mettiamo in cerca dell’alloggio…non so come abbiamo fatto a trovarlo: non ci sono cartelli, non ci sono anime umane a cui chiedere e in più sta venendo buio.
Comunque lo troviamo ed essendo tardino, troviamo un avviso dei proprietari in cui ci danno il benvenuto e scrivono che le chiavi sono nel nostro cottage, il numero 4, e che avremmo provveduto al saldo il mattino dopo. Ciliegina sulla torta, ci augurano un piacevole soggiorno! Conoscete un posto così in Italia? Io no, infatti siamo rimasti piacevolmente stupiti. Addirittura mi sono conservata gelosamente quel foglio, che riporta il mio nome.
Il cottage è bellissimo, tutto in legno ovviamente e siamo circondati dal…nulla!!! Ma il nulla vuol dire una sconfinata campagna con una manciata di fattorie, e poco lontano ancora il Vatnajokull, che si mostra attraverso un suo braccio. Bellissima ambientazione anche qui, e infatti poco prima di andarcene a dormire facciamo un giro nella penombra delle 11 di sera. Wow!!
http://www.lambhus.is/

Commenti

  1. wow, che emozione gli Iceberg...davvero!!! Avete fatto davvero un Viaggio con la V maiuscola!!

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