Focaccia Genovese....quella che mangiavo a Moneglia ♥






Ci sono quei cibi che automaticamente associamo ad alcuni periodi o episodi della nostra vita no?
Come per me questa focaccia...mi ricorda quando ero bambina.
Solitamente facevamo una piccola vacanzina a giugno a Moneglia, in Liguria, a trovare i miei zii che avevano la casa.
Sarà grazie ai miei ricordi che amo così tanto il litorale ligure? Beh, comunque....a parte i vari giretti che facevamo, c'era una cosa che più di tutte attendevo: la focaccia della focacceria appena dietro la spiaggia, quella di fianco al bar in cui spesso facevamo colazione.
Mi ricordo tutti i condimenti possibili: pomodorini, patate, cipolla e tanto altro. Bassa, morbida e unta, tanto unta. Paradisiaca.
E l'ultimo giorno, prima di tornare a casa, facevamo una mega scorta di focaccia per mangiarcela durante il viaggio.
Io, che da bambina non mangiavo niente di niente, me la gustavo da matti.

E' da quando ho cominciato ad appassionarmi ai lievitati che mi è venuto il pallino di riprodurla a casa...ma non trovavo mai quella giusta. Focacce ottime certamente, ma non QUELLA.
Finchè non sono approdata sul blog di Valentina....sulle foto era LEI, la focaccia di Moneglia.
Dopo un pò di tempo mi sono decisa a provarla e va beh....non sto a dirvi che cos'è.

Se amate la focaccia ligure, DOVETE provarla!







INGREDIENTI per 2 teglie 25x40 cm:

Per la biga (non la userete tutta):
200 gr farina manitoba
90 gr acqua
2 gr lievito di birra fresco

Per l'impasto:
500 gr farina 0 (specifica per pizza e focaccia)
300 gr acqua
150 gr di biga
5 gr lievito di birra fresco
30 gr olio extra vergine d'oliva
5 gr malto in polvere
12 gr sale

Per la salamoia (da dividere in due teglie):
150 gr acqua
2 cucchiaini di sale
75 gr olio extra vergine d'oliva


PROCEDIMENTO

La sera prima preparate la biga: sciogliete il lievito nell'acqua e impastate con tutta la farina, per pochi minuti. Otterrete un panetto molto disomogeneo e piuttosto sodo.
Mettetela a fermentare per 12/14 ore circa, a temperatura ambiente.

Al mattino si può procedere con l'impasto vero e proprio.
Nell'impastatrice (o a mano in una ciotola) mettere la biga, il sale, il malto, l'acqua (tenendone da parte 20 gr circa) e la farina.
Quando l'impasto prende corpo aggiungere il lievito e l'olio, quest'ultimo in più riprese.
L'impasto deve sempre incordare!! Se non sapete cosa vuol dire incordare leggete QUI.

Ad incordatura ottenuta, dividete già l'impasto, senza farlo riposare.
Per una teglia 25x40 ci vuole circa 500 grammi di impasto.
Lasciate riposare le pezzature un'oretta circa o comunque fino a quando l'impasto si è ben rilassato e comincia a crescere.

Adagiatelo sulla teglia precedentemente unta e stendetelo delicatamente, senza forzare. Se vedete che si ritira fermatevi 10 minuti.
Lasciate lievitare altre due orette circa, fino a quando non vi risulta bello gonfio. Praticate quindi i classici "buchi" con i polpastrelli.



Versare la salamoia, avendo cura di riempire tutti i buchetti.
Lasciate lievitare ancora un'oretta e cuocete in forno caldissimo a 230 gradi per 15 minuti circa.
Controllate sempre che sia ben dorata anche sotto.

Lasciatela intiepidire e....affondate i denti!!!

Commenti

  1. Ma che bellezza e che bontà, vien voglia di prendere un bel pezzettone !

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